Schmid, la seconda vita da leader

Schmid, la seconda vita da leader

Paolo Ciccarelli, amministratore delegato di Schmid

Schmid, azienda tedesca che ha conosciuto il suo apogeo negli anni ‘80, può essere assunta come una case history: la gestione di un esperto di finanza, Paolo Ciccarelli, che fra i vari incarichi ha ricoperto anche quello di Chief Financial Officer di Borsa Italiana, è riuscito a reinventare un’attività e a ribaltare completamente una situazione economica e finanziaria vicina al tracollo.

Schmid, che ha sede a San Giuliano Milanese, nasce come società di distribuzione di accessori e articoli tecnici di origine tedesca per la produzione di calzature, per poi abbracciare, alla fine degli anni ’70, anche il settore dei tessuti per calzatura e pelletteria.

Una crescita esponenziale che si arresta negli anni ’90 quando viene acquisita da un primo fondo, a cui ne segue un secondo e nel 2008 un terzo. “In quegli anni – spiega Paolo Ciccarelli – l’azienda si svuota progressivamente dei suoi contenuti e così nel 2011 gli azionisti mi affidano il processo di ristrutturazione aziendale. Mi sono trovato davanti a un paradosso: l’azienda era ben introdotta tra i maggiori marchi del settore, ma era povera di contenuti, non innovava i suoi prodotti anche perché la proprietà, senza un vero azionista di riferimento, dimostrava scarsa capacità decisionale“.

Ciccarelli si avvale della collaborazione di un direttore generale appositamente assunto, che però improvvisamente viene tragicamente a mancare lasciando vacante un posto di responsabilità in un momento particolarmente critico. “Assai difficile trovare un sostituto; il ruolo, visto le dimensioni dell’ azienda e la fase di ristrutturazione, non era tra i più appetibili – racconta Ciccarelli – Così mi sono trovato costretto a fare le veci del direttore generale in un settore per me totalmente nuovo. Dal 1990 ho gestito e ristrutturato aziende, ma mai nel settore della moda”.

Impostato e negoziato il piano di ristrutturazione, che ha portato anche a rinegoziare un debito di fatto insostenibile, figlio dell’ultima acquisizione, Ciccarelli vuole riconsegnare l’azienda nelle mani dei soci, che però si dimostrano sostanzialmente disinteressati a proseguire nell’investimento. “A questo punto propongo ad altri due amici di grande spessore professionale e manageriale di acquistare il 100 % della società studiando un innovativo piano industriale per i prossimi anni”.

Nel piano, dopo il turn around del 2014, il primo obiettivo è il consolidamento e il riposizionamento dell’azienda, gettando così le basi per una significativa affermazione commerciale nel 2016 per poi guardare, negli anni successivi, ad un progetto più ampio di diversificazione e crescita strategica. “Ritengo che oggi Schmid, nel suo settore, possa difficilmente essere equiparata ad altre aziende: una struttura gestita da un manager di consolidata esperienza, anche internazionale, un sistema produttivo che ci permette di servire i nostri clienti con un tempo massimo di quattro settimane, sviluppando prodotti ad hoc che utilizzano i migliori materiali; in sostanza un ruolo di partner dei nostri clienti per le loro realizzazioni di qualità e non di mero fornitore”.

L’azienda fattura circa 8 milioni di euro, il suo portafoglio nei primi sei mesi 2015 si è arricchito di oltre cinquanta nuovi clienti, gestita ogni giorno e guidata da un team giovane e affiatato. Non solo manager con un’età media di 35 anni, ma anche interesse verso le nuove leve di stilisti. “Abbiamo indetto un concorso rivolgendoci alle principali scuole internazionali del settore inviando loro un set con 20 materiali differenti per stimolare la creatività dei loro studenti. Ogni scuola sceglierà le tre migliori realizzazioni che parteciperanno poi al concorso finale che andremo ad inserire nel calendario delle manifestazioni milanesi del settore. Al primo classificato verrà riconosciuta una borsa di studio di 2.000 euro e la possibilità di uno stage di sei mesi in azienda, al secondo un premio di 1.000 euro e tre mesi di stage, al terzo 500 euro. E le iscrizioni sono ancora aperte e ci aspettiamo ancora molte adesioni”.

Articolo pubblicato su il Corriere.it – Speciale economia: Milano, non solo Expo

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